Vitigni / Montonico

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I-UBA-RA MT32


VARIETÀ MONTONICO Bianco, Clone UBA-RA MT 32

Costitutore: Università degli Studi di Bari e Agenzia Regionale di Sviluppo Agricolo – Abruzzo.
Iscrizione al registro nazionale delle varietà di vite: G.U. n. 19 del 24 gennaio.
Origine del clone: areale viticolo abruzzese, agro di Cermignano (TE), individuato nel 1986.


fotomontonico
CAMPO DI OMOLOGAZIONE E CONFRONTO
Ubicazione
(vigneti a confronto)
Agro di Casacanditella
Agro di Vittorito
(CH)
(AQ)
Forma di allevamento Spalliera Potata a Guyot bilaterale
Densità di impianto (ceppi/ha) 2.666  
Periodo di osservazione 1998 - 2003  
CARATTERISTICHE DISTINTIVE RISPETTO ALLA MEDIA DELLA POPOLAZIONE
Grappolo: grosso e lungo come nella media della popolazione standard, cilindrico, a volte presenta ala piccola, compatto, peduncolo medio.

Acino: medio-grande, rotondo, colore verde-giallo fino al tendente all’ambrato.
Vigoria: buona Fertilità: media-bassa, inferiore alla media

Produttività: buona per la massa del grappolo e dell’acino

Notizie sulla Varietà

Le origini di questo vitigno a bacca bianca non sono del tutto riconosciute. Viene descritto nel Bollettino Ampelografico del 1875 e lo ricorda il Di Rovasenda nel 1877. Per il Sannino (1892) è il più importante vitigno della provincia di Teramo. Ceppo di una limitata diffusione nelle regione adriatiche centrali. È stao parzialmente abbandonato negli ultimi decenni, nel 1996 si contavano poco più di 14 ettari, attualmente sono oltre 70 quasi tutti concentrati nella zona del teramano.Infatti è presente storicamente soprattutto in provincia di Teramo nei comuni di Bisenti e Cermignano (Montonico di Bisenti e Poggio delle Rose-Cermignano).

Il grappolo è grande, lungo, compatto o molto compatto, cilindrico-piramidale. La maturazione è tardiva ed avviene in media nella seconda decade di ottobre, (necessita di almeno 1800-1900 GG) ma il periodo di raccolta può variare in funzione dell'uso del mosto, anticipandolo quando viene utilizzato per base spumante, grazie alla sua discreta acidità. Predilige un ambiente temperato fresco, su terreni non molto fertili e presenta un comportamento vegeto-produttivo abbastanza incostante. Il vitigno ha una fertilità piuttosto bassa soprattutto nelle prime gemme, richiede quindi l’adozione di potatura lunga.

E’ presente nell'uvaggio di alcune DOC. Dal 2010 con il riconoscimento della DOC Abruzzo Montonico è iniziata la produzione di vino a denominazione. E' erroneamente confuso con il Montonico bianco della Calabria e con il Montonico Pinto di Rogliano. Ha molti sinonimi, fra cui Trebbiano montanaro o Montanaro, Caprone, Uva racciapoluta o Roccipoluta, Ciapparone, nel chietino, Uva regno, Uva fermana, Bottato, Racciapollone e Trebbiano marchigiano, nella vicina Marche. Il vino prodotto è di colore giallo più o meno carico, a volte con riflessi verdognoli, di gradazione medio-bassa, con lievi profumi di frutta e spezie, lievemente astringente e di buona struttura.

Ripetute osservazioni hanno evidenziato che il vino è poco apprezzato nel primo anno e lo diventa in maniera sensibile, tanto da risultare molto gradevole dopo il primo o secondo anno di invecchiamento. Numerose prove sperimentali e di cantine ne hanno mostrato le caratteristiche per la spumantizzazione, tanto che a Bisenti è stato prodotto già nel 2000 il primo spumante denominato “Cerbis”.

FASE FENOLOGICA
EPOCA
Germogliamento
26/04 Tardiva
Fioritura
11/06 Tardiva
Invaiatura
30/08 Tardiva
Maturazione
18/10 Molto tardiva
SUSCETTIBILITÀ MALATTIE CRITTOGAMICHE (%)
CLONE
Botrite
40% Media

Oidio
40% Media


CARATTERISTICHE PRODUTTIVE
CLONE
Fertilità reale
0,91
Produzione per ceppo (Kg)
6,01
Numero grappoli/ceppo
13,34
Peso medio grappolo (g)
450
Peso medio acino (g)
3,42
Peso legno potatura (g/ceppo)
800
Indice di Ravaz:
7,51
PARAMETRI ENOCHIMICI
CLONE
Zuccheri (° Brix)
18,50
pH
3,15
Acidità totale (g/l)
6,93
Ac. Tartarico (g/l)
5,05
Ac. Malico (g/l)
2,02

DESCRIZIONE ORGANOLETTICA

Con discreta produttività, le caratteristiche enologiche del clone sono piuttosto buone, superiori a quelle standard di riferimento dei produttori locali. I vini sono di colore giallo paglierino, sovente con riflessi ambrati, caratterizzati da buon estratto e da buona dotazione polifenolica. L’analisi sensoriale ha evidenziato un complesso bouquet in cui spiccano i profumi fiorali, fruttati e di vegetale secco. Al palato i vini si presentano mediamente strutturati, armonici e persistenti, debolmente amari.
Lo studio condotto negli anni ha evidenziato che il vino Montonico migliora notevolmente nella seconda annata di produzione. Le buone e particolari caratteristiche di base hanno consentito di verificare, anche al di fuori dell’attività di selezione, l’utilizzo delle uve di Montonico per la produzione di ottimo spumante.

ANALISI SENSORIALE

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